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Mercati della Terra | Non un mercato qualunque
 

Buon compleanno mercati


Festeggiano in questo periodo dell'anno il proprio secondo compleanno ben quattro Mercati della Terra italiani: Bologna (inaugurato nel novembre 2008), Cairo Montenotte (ottobre 2008), San Daniele del Friuli (ottobre 2008), San Miniato (dicembre 2008).

 

Per festeggiare, vi offriamo la testimonianza di un consumatore (ma come sapete, preferiamo chiamarlo coproduttore) e di un produttore del Mercato della Terra di Bologna.


Elena

Il mercato è la lenta bellezza del sabato mattina. Il mercato è tempo per me, per scegliere quello che voglio mangiare in settimana. Il mercato è incontri con amici, con cui non c'è mai tempo per vedersi con calma: senza appuntamenti, ci si vede al mercato. Il mercato sono i fiori, che se no non compro mai. Il mercato è comprare patate e zucche e formaggi e mazzi di fiori e ricordarsi poi di essere in bicicletta. Il mercato è fare colazione con una tigella alla coppa di testa e un bicchiere di pignoletto. Il mercato è la gallinona morbida da accarezzare, attrazione per grandi e piccini. Il mercato è farsi raccontare dai produttori le differenze tra le mele, tra i mieli, tra le farine. Il mercato è incontrare persone diverse, casalinghe/i, pensionati, ricercatori, professionisti, impiegati e direttori, mamme e papà e figli, che però fanno tutte la stessa cosa: comprare cose buone. Il mercato è riempire uno spazio che se no resta vuoto. Il mercato è fare la spesa e insieme sapere che tempo fa.


Francesco

Il Mercato della terra è per me una giornata che comincia nel cuore della notte, accompagnato dal calore del forno e dalla compagnia dei miei colleghi. Mi piace il partire all'alba, alla volta della città, attraversando i campi che ci offrono i grani con cui facciamo il nostro pane. È un po' come vegliare sul loro riposo, sperando che l'annata sia buona e la terra generosa. L'arrivo al mercato è sempre concitato, tutto deve essere pronto per l'apertura. Mi fa piacere incrociare lo sguardo con Fabio, il mio collega dell'altro forno presente al Mercato, mentre scarichiamo i furgoni: "Come è andata la notte, i lieviti hanno lavorato bene?" Poi, il Mercato è soprattutto l'incontro con i co-produttori, le chiacchere che si fanno, i rapporti umani che si costruiscono settimana dopo settimana, veicolati dal pane. Un pane che mi piace pensare buono, pulito e giusto. Un pane di cui si parla, sul quale ci si scambiano delle idee, un pane che si condivide... Mi piacciono i colori dei banchetti dell'ortofrutta a primavera, i profumi che escono dai testi che racchiudono le tigelle in autunno. Poi c'è anche un Mercato che si sente: le voci dei frequentatori e le grida dei bambini, una fisarmonica o un violino che ogni tanto ci fanno visita. Talvolta l'abbaiare di un cane.. È bello ritrovarsi alla fine del Mercato con gli ultimi ritardatari, produttori o coproduttori che siano, per bersi un bicchiere di vino o una birra. Sentire i commenti sulla giornata, vedere i sorrisi che sembrano quasi stampati su tutte le facce; e in queste scorgervi una bella luce, un "sentimento" comune. Io credo che il Mercato della Terra sia innanzitutto una bellissima festa e uno spazio di scambio (nella sua accezione più profonda) tra la campagna e la città, tra le genti di una e quelle dell'altra.

 

Qui il programma dell'edizione speciale del 27 novembre del Mercato della Terra di Bologna.



     
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