Se provate a immaginare la Carolina del Sud vedrete lunghe processioni di querce maestose, adornate da festoni di barba dei frati, lungo le sponde di fiumi indolenti punteggiate di case di legno, e sedie a dondolo su lunghe verande, personaggi che si muovono a rilento con un julep alla menta o un tè ghiacciato in mano mentre contemplano le vacche al pascolo o la vernice che si sbuccia dalla staccionata.
Summertime di George Gershwin vi galleggerà nella mente... e insomma, grazie a Dio, siamo veramente così.
Molti ci confondono con la Carolina del Nord, o altre Caroline da qualche parte, e a ripensarci forse hanno partecipato anche loro a un pellegrinaggio verso le nostre spiagge sabbiose di Charleston o Hilton Head, magari con una percezione un po' nebulosa del lento sud, o solo basandosi sulla nostra reputazione. Ma se provate a conoscerci davvero non potrete più sbagliarvi su di noi caroliniani del sud, la parola "pigro" non è nel nostro mansionario. Facciamo le cose con una nostra esigente fermezza, un po' come la natura e le sue stagioni, ciascuna con il proprio lavoro, nel proprio tempo, con abile cura, in maniera artistica e naturale.
Dopotutto è così che si muove la terra, che vivono gli animali, che crescono i vegetali e che si produce il cibo, ed è così che dovrebbe essere un Mercato della Terra.
Il comitato di condotta di Slow Food Upstate si è mosso con decisione nel proprio tentativo di creare un Mercato della Terra, una rete di mercati contadini basati sulla filosofia Slow Food del Buono, del Pulito e del Giusto. Speriamo la prossima primavera di unirci a Milano, Bologna, Alba, a molti altri piccoli centri italiani e a città di altri paesi come Tel Aviv, Bucarest e Tripoli, che hanno già un mercato di Slow Food.
Un altro convivium a Redlands, in California, ha iniziato il medesimo processo, e qualcuno riuscirà ad essere certificato come il primo Mercato della Terra negli Stati Uniti. Per noi di Upstate South Carolina arrivare primi non è la cosa più importante, non tanto quanto fare un grande lavoro di preparazione per creare un mercato favoloso, gestito soprattutto dagli stessi contadini, che renda omaggio alla terra in tutta la sua gloria, onori le persone che se ne prendono cura e porti alla comunità prodotti freschi e gustosi, ad un prezzo giusto sia per il consumatore che per il produttore. È questo che vogliamo.
Ma non sarebbe divertente bruciare la California sul traguardo? Preparate i cannoni!
Dareste il vostro supporto a un simile mercato a Greenville?
Fateci sapere.
Janette Wesley, tratto dallo Slow Food Upstate blog
Un ringraziamento a Renato Vicario per l'aiuto nella traduzione. I dipinti (nella homepage e ultimo qui a destra) sono dell'artista Mark Mulfinger.