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Mercati della Terra | Non un mercato qualunque
 

Una interessante relazione sul Mercatale di Montevarchi


Il Comune di Montevarchi e la Regione Toscana hanno realizzato un documento di grande valore sul Mercatale, il primo mercato in assoluto ad essere entrato nella rete internazionale dei Mercati della Terra

Qui è possibile scaricare l'intera Relazione sulle attività di controllo, monitoraggio e informazione 2008-2011 (.pdf).

 

Presentazione


Il Mercato Coperto degli Agricoltori di Montevarchi, inaugurato il 2 febbraio 2008, è un punto di vendita diretta condiviso da più produttori, un grande spaccio quotidiano (è infatti aperto tutti i giorni, mattina e pomeriggio) per la vendita delle produzioni agroalimentari locali.
Il progetto, promosso dal Comune di Montevarchi con il sostegno della Regione Toscana, si avvale fin dall'inizio di un ampio partenariato: Coldiretti, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori, Slow Food Toscana, Provincia di Arezzo, Comuni del Valdarno.


QUALCHE NUMERO. Il Mercato è oggi una realtà concreta di filiera corta, un'esperienza importante per tante aziende e per tanti consumatori: ne fanno parte circa 70 aziende (per il 90 % del Valdarno e della provincia di Arezzo) e ogni giorno da tre anni si recano a "fare la spesa al Mercato" circa 250 persone, provenienti per metà da Montevarchi e per metà dall'intera area del Valdarno aretino e fiorentino, per un totale d'incassi che si attesta intorno ad 1 milione di euro annuo.


Il Mercato di Montevarchi è destinato in modo pressoché esclusivo alla commercializzazione di prodotti agricoli toscani certificati (dop, igp, docg, doc, igt, agricoltura biologica, agricoltura integrata, ...) e/o locali: dagli ortaggi al vino, dal latte fresco ai formaggi, dalla carne ai salumi, dall'olio al pane, ecc...
Il Mercato è quindi ad oggi una realtà consolidata sia per decine di aziende che per i consumatori di un'ampia area tra Arezzo e Firenze: a dimostrazione di ciò, si ricorda che sono state rilasciate oltre 10.000 "carte dei clienti" del Mercato, una sorta di tessera a uso interno che regolarizza e facilita gli adempimenti burocratico-fiscali per l'emissione del documento di vendita.


L'AUTORGANIZZAZIONE DEI PRODUTTORI. La prima fase (febbraio 2008-febbraio 2011) può essere definita a prevalente gestione pubblica, attraverso attività ed indirizzi garantiti dal Comitato del Mercato (istituito dall'Amministrazione Comunale in base alle indicazioni della Del. Regione Toscana 335/07 e del D.M. del 20/11/07).
Come previsto dal progetto, nel corso del 2010 si è completato il processo di autorganizzazione degli espositori. A tale scopo è nata l'Associazione dei Produttori del Mercato, riconosciuta dall'Amministrazione come strumento di rappresentanza di tutte le aziende. L'attività dell'Associazione -di concerto con il Comitato- si è concretizzata nella progressiva elaborazione di un programma da parte degli stessi produttori per la gestione associata dell'iniziativa a regime, a fine del primo triennio del progetto pubblico (febbraio
2011).


ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATORI. È doveroso ricordare che, a fianco delle attività di ricerca e verifica di seguito descritte, si sono svolte nel triennio numerose iniziative di animazione, informazione e formazione, rivolte alle aziende, agli addetti alle vendite, ai consumatori. Con questi ultimi, tra l'altro, si è arrivati nel 2010 anche alla costituzione di un gruppo organizzato come Associazione dei Consumatori del Mercato, che è riuscito a coinvolgere 20-30 persone -per lo più provenienti da precedenti esperienze di Gruppi di Acquisto locali che hanno dialogato con i produttori, individuato tematiche di interesse e ipotesi di co-produzione. Il tentativo si è però interrotto dopo alcuni mesi, per motivi che in parte vanno ricercati in dinamiche conflittuali interne al gruppo e in parte perché la specifica caratteristica del Mercato come progetto pubblico  organizzato mal si adattava all'approccio diretto, immediato e spontaneo tipico dei Gas.


GLI ASPETTI CRITICI. Nei tre anni di svolgimento del progetto, si sono evidenziati tuttavia alcuni aspetti critici, su cui si è ritenuto importante intervenire: ad esempio la presenza -pur se minoritaria- di taluni prodotti non direttamente coltivati e/o allevati dall'azienda espositrice; la fluttuazione repentina e immotivata di taluni prezzi ed una loro incostanza; alcune carenze nell'etichettatura; una certa rarefazione della presenza dell'agricoltore nel Mercato, che rischiava di diminuire l'incisività del fondamentale rapporto diretto tra
produttori e consumatori.
Questi aspetti critici non hanno certo rappresentato la norma del Mercato di Montevarchi, ma l'organizzazione ha ritenuto utile -per coerenza e per trasparenza- avviare, dopo una prima fase di  "investimento materiale", una seconda fase di "investimento immateriale" sul progetto, individuando e  sperimentando forme innovative di controllo e monitoraggio delle produzioni in vendita, condivise con i produttori e per quanto possibile con il mondo dei consumatori.


CONTROLLO E MONITORAGGIO. Da questa esigenza, sono partiti i lavori illustrati nelle pagine successive e finanziati dalla Regione Toscana, come "progetto speciale" sulla filiera corta (misura 6.1.11).
Il soggetto coordinatore delle attività è stato il "Comitato del Mercato", che si è avvalso della collaborazione di soggetti esterni (Francesca Castioni, agronomo, per la parte relativa ai controlli in campo e presso il Mercato; Slow Food Toscana -attraverso l'incaricato Giulio Malvezzi- per la parte relativa alle dinamiche dei prezzi).
I due lavori che presentiamo ("il buon prezzo" e "dal controllo alla condivisione") sono quindi riferiti al periodo 2009-2010 ed è importante sottolineare che in entrambi i casi (quello più propriamente agronomico e quello economico) l'indagine si è ben presto trasformata in un "viaggio" nella complessità del mondo agricolo locale e si è evidenziata la necessità di una riflessione metodologica, di una verifica autocritica sugli approcci utilizzati: questa riflessione ha coinvolto tanto i tecnici incaricati, quanto il Comitato ed anche una
parte delle aziende. Ad esempio, ci si è accorti che la semplice comparazione dei prezzi tra filiera corta e canali commerciali convenzionali, non era né esaustiva, né corretta; ugualmente, nel caso dei controlli, la "visita ispettiva" tradizionale nella singola azienda, non offriva più di tanto garanzia di comprensione ed evidenza sulle criticità del processo produttivo, della sostenibilità, della territorialità, ecc...
E che, piuttosto, era da immaginare un atteggiamento nuovo per porre sul tavolo le questioni socio-economiche dell'area, le criticità spesso trasversali del settore agricolo, la necessità che il consumatore apprezzi non solo il risparmio ma anche il valore dei prodotti in vendita al Mercato: da qui, la scelta di un'indagine in grado di intercettare le specificità attuali del mondo rurale valdarnese, disomogeneo e per molti versi residuale, confuso tra antiche vocazioni e richiami di prossimità urbane, debolezze produttive e attenzione verso tipicità e produzioni di nicchia.
Con la provvisorietà e la cautela che sono d'obbligo nelle ricerche-animazione, si può concludere forse che la vera sfida non è tanto organizzare un farmers market, ma il farne un mercato per produttori e consumatori, dove la filiera corta possa essere motore di sviluppo locale, esperienza di condivisione e di co-produzione; e dove, più che la semplicistica proposta di prodotti a basso prezzo, si ricerchi la pratica di un "patto locale" che riconosca la straordinaria importanza contemporanea di un'agricoltura equa,  trasparente ed "a portata di mano".

 

Marco Noferi, Claudia Panichi
(Comitato del Mercato)
Febbraio 2011

 



     
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